Missioni Parrocchiali Monfortani

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LE MISSIONI AL POPOLO DEI MISSIONARI MONFORTANI
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Richiamo delle Missioni Parrocchiali

T E S T I M O N I A N Z E


M I S S I O N E  ROMA
Parrocchia S. Maria Domenica Mazzarello

"Nato ai bordi di periferia, dove i tram non vanno avanti più, dove l'aria è popolare...". Le parole di questa famosa canzone di Eros Ramazzotti, non sono soltanto un fare memoria del testo, ma descrivono in modo efficace l'ambiente sociale del quartiere di Roma dove abbiamo preparato, seguito e realizzato la Missione Popolare. Inoltre, io stesso nella benedizione alle famiglie, sono passato nell'appartamento in cui è nato il famoso cantautore romano. Sono passati vari anni dalla canzone autobiografica di Eros, eppure la situazione non è particolarmente cambiata. Siamo nei pressi di Cinecittà, zona Tuscolano. I sacerdoti don Giuseppe e don Andrea ci hanno proposta la Missione nella loro parrocchia: Santa Maria Domenica Mazzarello. Abbiamo accettato con una certa timidezza, perché subito ci hanno impressionato gli enormi palazzoni della città, il clima di anonimato tra le persone in strada, l'intrecciarsi di vie da creare confusione nei movimenti. Insomma, la città con tutte le sue caratteristiche e abitudini, non dico che ci ha scombussolati, ma un po' di impressione e curiosità ll'ha provocata in noi. Poi col passare del tempo abbiamo preso confidenza e ci siamo buttati nella mischia.
"È più facile sognare che guardare in faccia la realtà...". Abbiamo constatato che, in questo contesto sociale ed ecclesiale, è più facile la tentazione di vivere dei sogni, che rimboccare le maniche e trasformare la realtà. E per questo l'annuncio del Vangelo nella Missione Parrocchiale è stato un invito pressante ad 'incarnare', con maggior coraggio, i valori della fede cristiana nel tessuto quotidiano. Ecco il significato degli incontri con vari gruppi: il consiglio pastorale, i collaboratori parrocchiali, i partecipanti ai gruppi di preghiera e ai gruppi di ballo, ma soprattutto i ragazzi alla preghiera del mattino fuori delle scuole e nelle scuole stesse.
"Quanta gente giovane va via a cercare più di quel che ha...". Nell'esperienza della Missione Popolare li abbiamo cercati i giovani, ma non si sono fatti incontrare; si vedevano numerosi in giro per la città e abbiamo intuito che loro 'vanno via' dalla proposta cristiana per cercare altrove e il senso e l'obiettivo da dare ai loro percorsi di vita. Per questo, nella Missione Parrocchiale che sentivamo come un'occasione precisa e particolare per i giovani, abbiamo sentito un certo disagio e preoccupazione, ma soprattutto c siamo fatti con tutta la Chiesa di oggi una domanda importante sul perché la proposta della fede fa fatica ad 'avere presa' sui giovani. È il grande e oneroso interrogativo che ci accompagna nella Nuova Evangelizzazione.
"Ma quanto fiato, quanta salita andare avanti senza voltarsi mai e ci sei adesso tu a dare un senso ai giorni miei; va tutto bene dal momento che ci sei tu, adesso tu...". La Missione Parrocchiale intravede in quel 'tu' la presenza di un Dio che ci è Padre. La Missione Popolare vuole accendere l'attesa e il desiderio di quel 'Tu' che è Dio e che, attraverso il Figlio Gesù, diventa il 'Tu' che attende il 'Noi'. Quel 'Tu' che si è mostrato nelle celebrazioni che abbiamo proposto: le preghiere Mariane, Vocazionali, Battesimali... le celebrazioni Sacramentali della Riconciliazione, dell'Unzione degli Infermi, del Rinnovo delle Promesse Matrimoniali, ma soprattutto la celebrazione quotidiana dell'Eucaristia, in cui Dio si rivela al massimo nel dono di Cristo che è la 'Parola' e il 'Pane' per il nostro cammino. Adesso Tu! Perché adesso è il tempo di Dio nel nostro tempo fatto di crisi e di disorientamenti.
"Resta il vento che ho lasciato come un treno già passato, oggi che mi sei accanto, oggi che ci sei soltanto, oggi che ci sei, adesso tu...". Così si conclude il testo della canzone di Eros, così si 'conclude' la Missione Parrocchiale, con l'accensione della fiaccola della Speranza, perché, come esprimeva lo slogan della Missione stessa, noi camminano incontro a quel " Dio, Padre di Gesù Cristo, che è il nostro futuro!".
Eugenio Perico

T E S T I M O N I A N Z E


M I S S I O N E  G R U M E N T O


“Vieni e vedi”
missione parrocchiale dal 23 sett. al 02 ott. 2011 a Grumento, paesino vicino Potenza in Basilicata.

Insieme, p. Eugenio Perico da Caravaggio, p. Giannangelo Maffioletti da Verona, p. Giorgio Monzani da Reggio Calabria, sr. Anna Martini da Bari e sr. Angela D’Ettore da Catania, abbiamo iniziato questa esperienza per portare la proposta dell’ “Annuncio”: Dio ci ama e null’altro chiede a noi  in cambio che, ricambiare questo suo Amore vivendo questa fede in lui proprio nel luogo in cui ci si trova.
Grumento ha 1700 abitanti di cui metà in centro e l’altra metà nelle campagne. Questa “missione” intrapresa in verità ci ha sorpresi e meravigliati, ma ancora di più infuocati perché in effetti abbiamo constatato che essa teneva già un fuoco, acceso diversi anni fa, dall’ ’81 al ’95 da alcuni nostri padri come: Giorgio Monzani, Gino Viscardi, Evaristo Gervasoni … e altri, che vivevano in comunità a Viggiano, paese vicino Grumento che in quel tempo non aveva un parroco e così i padri monfortani cercavano di rispondere a questa esigenza curando sacramenti e attività della parrocchia. E noi abbiamo risentito tutto il bene che avevano fatto. Infatti la gente di Grumento ha ricordato e risvegliato quel calore che aveva vissuto in quegli anni, ma rimasto alla fine come un desiderio incompleto e  nascosto in fondo a un cassetto, un desiderio di risposta all’amore proposto la prima volta. Questo ci ha entusiasmati ancora di più perché abbiamo riconosciuto uno Spirito in attesa, che fremeva al passaggio di questa missione esortativa alla vita di fede.
La Missione inizia sabato 24 con la presenza del vescovo mons. Agostino Superbo  a sostenere il parroco don Antonio Curcio e tutta la comunità Grumentina e consegnando il crocifisso e la Bibbia a noi missionari.
Tema di questo primo giorno e in linea con il tema principale (Vieni e vedi): “Tutti convocati per iniziare”, iniziare a riscoprire l’amore di Dio Padre guardando a Cristo e accogliendo il dono dello Spirito come guida interiore che sostiene nel tempo di sofferenza, di incertezza, di smarrimento e che riapre la prospettiva di una dimensione comunitaria che si deve fare carico delle esperienze di vita di ogni suo membro.
Padri, suore e tutta la comunità di Grumento abbiamo vissuto tempi di Adorazione, di Riconciliazione e di Devozione Mariana in un clima di preghiera, di condivisione, di coinvolgimento da parte della gente, delle autorità istituzionali comunali e delle associazioni presenti  con attenzione ai giovani e ai disabili, attraverso incontri, centri di ascolto, tavole rotonde, testimonianze, visita nelle scuole , delle famiglie e degli ammalati, non solo nel centro del paese ma anche nelle contrade in campagna. Scopo della missione è stata la spinta a riaprire i cuori per scoprire il “grande tesoro”: Dio è con noi e lo sperimentiamo nello spezzare il pane della comunione, l’Eucaristia, perché gustiamo tutti il Suo sapore.
All’inizio la missione ci era sembrata non presa in considerazione, un passaggio silenzioso, ma è vero che la grazia di Dio non è nel rumore o nel frastuono, ma penetra dolcemente nel cuore degli uomini con tenerezza e pazienza. E infatti più passavano i giorni e più cresceva il bisogno dei Grumentini, e anche di noi missionari, di manifestare l’amore di Dio che ci accarezzava e che ci toccava nel nostro vivere quotidiano.
L’ultimo giorno, la conclusione della missione, è stata la misura pigiata e traboccante della presenza di Dio: è Lui che opera perché sia affermata la sua gloria, infatti alla celebrazione finale moltissimi Grumentini sono accorsi dalle loro case alla casa di Dio, in Chiesa, per lodare il suo nome. E noi tutti  abbiamo visto la sua gloria.
Tutti insieme piccoli e grandi abbiamo condiviso il pane eucaristico e alla fine  con tante famiglie l’agape fraterna.
Vogliamo dire “Grazie!” alle famiglie che ci hanno ospitato, per l’accoglienza che abbiamo ricevuto e vissuto con loro e, che ci ha permesso di entrare nella realtà di tutti i giorni  del paese.


M I S S I O N E        T R I G G I A N O


Due immagini sono rimaste scolpite nel mio cuore durante la settimana appena trascorsa.

La prima, quella delle due mani.

Il credente è l'uomo che spalanca le due mani, una per rivolgerla al nostro Signore, l'altra per aprirla verso gli uomini, alla gente. Non si può aprire l'una e chiudere l'altra o viceversa. Si rinnegherebbe la croce di Cristo che si presenta per l'appunto nelle sue due dimensioni, verticale  e orizzontale. Durante la missione i padri monfortani hanno mirabilmente coniugato insieme queste due dimensioni della vita cristiana.
Ritengo come parroco che probabilmente noi credenti abbiamo bisogno di essere sanati, guariti. "Stendi la mano" disse un giorno Gesù all'infermo che aveva la mano inaridita, probabilmente monca o atrofizzata da una forma di paralisi.
E' tempo di aprire entrambe le mani cari credenti.
Non possiamo avere la presunzione di poter fare tutto da soli e non sentire il bisogno di aprirci alla Grazia di Dio, ma allo stesso tempo, non possiamo chiudere la nostra mano al fratello che è lungo la strada bisognoso di qualcuno che lo soccorra.
Siamo chiamati ad essere Buoni Samaritani (è un'altra sintesi propostaci dai padri lungo la settimana). Samaritani dell'ora giusta, dell'ora prima e dell'ora dopo direbbe il nostro amato don Tonino Bello.
Cioè samaritani che non si fermano solo a tendere la mano per fare pronto soccorso ma che si preoccupano di evitare che i briganti continuino a violentare e a uccidere i malcapitati. Samaritani che s'impegnino a costruire un mondo migliore anche dal punto di vista civile e politico. Samaritani come nostro Signore.
Non possiamo più stare alla finestra del nostro mondo, dobbiamo scendere per le strade se vogliamo essere veramente di aiuto a qualcuno.

La seconda, quella del bivio.
Stretta la porta e angusta la via che conduce alla salvezza. Gesù ci propone per arrivare in cielo la via stretta e per giunta in salita.
E in questa santa settimana ci siamo ritrovati, specie quando abbiamo incontrato i ragazzi, a parlare del bivio che si propone davanti ai nostri passi ogni qual volta in cui siamo chiamati a compiere una scelta.
La via del male è sempre più accattivante, piacevole, comoda, all'apparenza più redditizia, ma così terribilmente infruttuosa. Quando la inizi a percorrere i primi tornanti ti danno la sensazione immediata di aver raggiunto subito il tuo obiettivo prefissato, ma alla fine ti accorgi che è senza meta, senza sbocco. La via del male è sempre cieca.
La via del bene al contrario dopo aver fatto i primi tornanti non ti permette mai di vedere la cima prefissata che appare sempre irraggiungibile. Spesso addirittura ci si chiede se è proprio la strada giusta. Gli ostacoli, le avversità, gli attacchi che si ricevono sono tanti. Addirittura lo strappo finale sembra fatto apposta per impedire al passo del pellegrino di Dio di raggiungere la vetta. Ma sempre e comunque il Signore è al tuo fianco, cammina con te e a volte si sostituisce a te, come recita quella bellissima preghiera dell'anonimo brasiliano, con la quale voglio concludere questa pagina buttata giù di getto.

"Ho sognato che camminavo in riva al mare con il Signore
e rivedevo sullo schermo del cielo tutti i giorni della mia vita passata.
E per ogni giorno trascorso apparivano sulla sabbia due orme: le mie e quelle del Signore.
Ma in alcuni tratti ho visto un sola orma. Proprio nei giorni più difficili della mia vita.
Allora ho detto: "Signore, io ho scelto di vivere con te
e tu mi avevi promesso che saresti stato sempre con me.
Perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti difficili?
E lui mi ha risposto: "Figlio, tu lo sai che ti amo e non ti ho abbandonato mai:
i giorni nei quali c'è soltanto un'orma nella sabbia sono proprio quelli in cui ti ho portato in braccio".

Ringrazio infinitamente i padri monfortani. Le suore e i giovani  delll'Associazione Maria Regina dei Cuori. Sono stati per me e per la mia comunità in questi nove giorni di missione come due ali di riserva, perfettamente integratesi nella nostra famiglia, e che non potremo dimenticare mai più.
Ala prossima missione popolare … con voi chiaramente.


don Salvatore De Pascale parroco
San Giuseppe Moscati
Triggiano (BARI)


Missione a Triggiano. Dopo l'esperienza della Peregrinatio della Reliquia di San Luigi di Montfort, lo scorso ottobre, il ritorno per questa missione richiesta da Don Salvatore è stato quasi un tornare in famiglia. Tanta è stata l'accoglienza che abbiamo sentito in ogni parrocchiano a partire dal parroco. Una settimana non è molto, certo, ma la partecipazione è stata intensa. È stato come cercare di portare a compimento una creazione, nuova però. La nuova creazione che Dio, in Cristo, è capace di realizzare nella nostra vita.
Personalmente ringrazio il Signore e la Vergine Maria che ci hanno accompagnato in questo annuncio. Li benedico per i frutti di grazia che questa missione ha portato nei cuori, frutti per lo più sconosciuti a noi missionari, L'attenzione però era visibile e anche la gioia dell'ascolto. La consolazione e la gioia della Parola che chiamava a una risurrezione.
Da soli come potremmo fare una missione? Ma insieme è possibile. Padre Eugenio chiama e noi ci muoviamo. Mettiamo assieme i carismi, quel che riusciamo a fare. Con il parroco, noi padri, le suore dell'Arca di Maria, i fratelli e sorelle dell'Associazione Maria Regina dei Cuori. Con un po' di timore, ma con tanta gioia perché siamo al servizio di Maria.
La gioia appunto. La gioia delle famiglie, quella dei ragazzi nel vivere la confessione ben preparata. Le lacrime di anziani a malati nelle visite agli ospedali o alle loro case. Ogni volta di più ci si accorge di essere solo strumenti. Ma è Gesù che anela tornare a percorrere le strade degli uomini e delle donne che non ha mai cessato di amare. Come non muoversi? Che non sia anche il Beato Giovanni Paolo II che ci spinge? Ma certo. I santi fanno il tifo per noi e ci incoraggiano dal cielo.

Padre Giovanni Maria Personeni,  smm




Settimana intensa, importante, di grande rilevanza per le tematiche da spiegare, per svegliare anime assopite e rievangelizzare gli stessi credenti.
Già il parroco, Don Salvatore De Pascale, da dieci anni ha messo in piedi una Parrocchia quasi inesistente che oggi conta cinquemila anime con gruppi di ogni genere. Ha accettato la missione Mariana con slancio, perché il popolo di Dio, sia sempre vivo e legato ai valori della vita…
Il 30 Aprile alle ore 17,00 fanno ingresso in Parrocchia, due Sacerdoti, due Suore e un gruppo di giovani, i "Cuori Naviganti", che con i loro canti e musiche tenevano l'assemblea unita e gioiosa.
Il Parroco, all'accoglienza dei Missionari non era presente fisicamente, ma presente spiritualmente, perché era con i giovani della Parrocchia in pellegrinaggio a Roma, per la Beatificazione del Papa Giovanni Paolo II.
Intanto, il primo incontro con i Padri Monfortani cominciava.
Ai piedi dell'Altare, un braciere acceso bruciava l'incenso, tutti noi cantavamo l'inno allo Spirito Santo, invocandolo affinchè ricevessimo i suoi doni… Dopo le letture e il Vangelo, il Padre che presiedeva la Santa Messa, nell'omelia, ci dava  delle parole chiave che partivano da alcuni interrogativi:
- Che cosa ci chiede il Signore?
La perseveranza alla preghiera, come nel Cenacolo, l'unità, l'amore              come al momento della Pentecoste con Maria.
- In che stile?
Con esultanza, gioia, entusiasmo, perché solo Dio può colmare le nostre richieste, i nostri bisogni.
- Per quale obiettivo?
Per Gesù, colui che ha dato la vita per noi, morendo in Croce e per offrirci a Dio unico Padre nostro.

Alla fine della Santa Messa di Domenica 1 maggio, il nostro Parroco, superando le difficoltà della stanchezza, correndo, saluta i Padri e l'assemblea, dicendo che ci saremmo rivisti il giorno dopo.

Così continua il programma lanciato, con i seguenti incontri:
- la Vergine Maria e l'infanzia;
- la Vergine Maria e gli educatori, insegnanti e assistenti sociali;
- la Vergine Maria e il volontariato (Associazioni);
- la Vergine Maria e i sacerdoti, i religiosi e i consacrati laici;
- la Vergine Maria e il mondo della sofferenza, visita all'ospedale e alla
 casa di riposo Hotel S. Francisco;
- la Vergine Maria e il mondo della gioventù;

In mattinata, sempre le visite nelle famiglie, i loro domicili benedetti con l'acqua della Santa Pasqua…..quante confidenze di dolori e di gioie.
I segni, lasciati con tanto entusiasmo dai Padri, sono stati tanti. Come un anfora ai piedi dell'Altare, in cui ogni fedele infilava dei foglietti con preghiere, ringraziamenti e richiesta di miracoli per malati molto gravi.
La Chiesa è stata sempre piena e i Padri presenti per le confessioni.

Nell'omelia della Santa Messa di domenica 8 maggio, festa della mamma, i battesimi sono stati numerosi, e il celebrante, ha spiegato che, la vita del cristiano è una strada molto lunga, in cui alla prima stanchezza, l'acqua del Battesimo, disseta e fa andare avanti.  Quando poi, arrivano le difficoltà della vita c'è bisogno di rinforzarci con il nutrimento dell'Eucaristia. Mangiare quella carne e bere quel sangue di Gesù che rimane sempre in mezzo a noi… Ma non basta, ci vuole il coraggio, la gioia e l'esultanza del Sacramento della Cresima.
Quando il sacerdote ha incontrato i bambini, con una bella espressione, ha definito la Chiesa una pediatria spirituale.
Alla Santa Messa delle ore 18,30, dopo i ringraziamenti dei Padri Monfortani, l'assemblea esultava di gioia.
Fuori dalla Chiesa, in un braciere acceso, hanno bruciato tutti i biglietti che conteneva l'anfora,con le intenzioni di tutti i fedeli.
L'entusiasmo dei fedeli è stato tanto, ma non è finita lì, perché i tre sacerdoti, Don Salvatore, Padre Eugenio e Padre Giovanni, dopo aver dato la Benedizione Solenne, hanno unto le mani dei fedeli con olio di nardo, aloe e mirra, dicendo ai fedeli "Andate e portate l'amore e il profumo di Gesù".
Questi oli sono stati portati dal nostro Parroco dalla Terra di Gerusalemme, e con l'olio di nardo, Maria di Betania profumò i piedi di Gesù.
Finisce la Missione, si pensa a un arrivederci, perché abbiamo vissuto gioie immense per cui aspettiamo un seguito.

Suor Tarcisia Figlia della Sapienza


Nella nostra comunità parrocchiale, San Giuseppe Moscati di Triggiano, molti di noi hanno scelto di percorrere la "via spirituale" della Consacrazione a Gesù Cristo per le mani di Maria, consacrazione che il Santo Luigi Maria Grignion di Monfort ci ha proposto per vivere più intensamente  l'appartenenza a Gesù Cristo nel Battesimo.

Per questo, lo scorso ottobre, la nostra comunità ha accolto con gioia la visita della reliquia di San Luigi. In questa occasione, vissuta come un intenso ritiro spirituale, abbiamo conosciuto alcuni missionari Monfortani, Padre Eugenio, Padre Giovanni e Suor Renata che ci hanno fatto conoscere meglio la figura del Santo di Monfort.

La reliquia era accompagnata  anche da un gruppo di laici consacrati dell'Associazione Maria Regina dei Cuori di Trinitapoli.
Questo incontro ha così infiammato i nostri cuori, che il nostro Don Salvatore non ha esitato ad invitare i Padri Monfortani a ritornare ancora.

E, proprio in questi giorni, nel Tempo di Pasqua, la nostra comunità vive nuovamente con grande emozione e devozione una forte esperienza spirituale, la Missione Popolare dei Padri Monfortani per la durata di una settimana.

Ad accompagnare i due padri Monfortani, Padre Eugenio e Padre Giovanni, questa volta ci sono due giovani suore della Fraternità Arca di Maria, Suor Emanuela e Suor Maria delle Grazie, sorelle che vivono la Totale Consacrazione alla Santissima Vergine, secondo l'insegnamento del Santo di Monfort.

Il lancio della Missione avviene sabato 30 aprile con la Santa Messa serale presieduta da Padre Eugenio.
Grande la partecipazione, in un clima di profonda devozione e immensa gioia, grazie anche all'animazione liturgica dei "Cuori Naviganti".

Nelle parole dell'omelia, Padre Eugenio ci invita, ispirandosi alla Parola di Dio, a vivere da veri cristiani, in un impegno missionario caratterizzato dall'esempio dei primi cristiani: quindi essere perseveranti nella preghiera, nella condivisione con i fratelli, nella Eucaristia, nella carità senza stancarsi mai; tutto questo nello stile dell'esultanza, dell'entusiasmo, della gioia, nella semplicità, per proclamare a tutti il "Kerigma", il messaggio di una Verità, Gesù Cristo, che nella nostra libertà, riconosciamo come "Mio Signore e mio Dio".

Tutto questo non senza la presenza costante dell'amabile Vergine Maria Santissima, Madre nostra, che ci accompagna nel nostro pellegrinaggio di fede, speranza e carità verso l'unione sempre più intensa con Cristo, unico Salvatore e mediatore di Salvezza(cfr. Cost. Lumen gentium, nn. 60 e 62).
Il Santo di Monfort ci invita a darci totalmente e per sempre a Gesù nell'amore dello Spirito Santo, attraverso le mani e il cuore di Maria.

E, proprio a Maria abbiamo affidato questa Santa settimana, vissuta intensamente, scandita da momenti di preghiera, incontri, Celebrazioni Eucaristiche, visite alle famiglie e visite ai malati e ai sofferenti.
Incontri in cui abbiamo ricevuto testimonianze di vita e di amore, che rispecchiano l'amore di Dio.

Il cammino, che ora percorriamo insieme in questa Missione Popolare, osserva Padre Giovanni, non è diverso da quello che già viviamo quotidianamente; è l'annuncio della Parola che risuona più forte nel nostro cuore, la Parola di Dio che parla di vita. E' l'amore di Gesù che dona la sua vita e può raggiungere tutti, perché tutti possano vivere della vita di Dio.

La provvidenza ha voluto che anch'io vivessi in maniera più intensa questa Missione, i miei programmi per questa settimana, erano diversi, poi, all'improvviso, è come se qualcuno mi avesse preso dolcemente per mano per andare in un'altra direzione, chiamata a vivere più da vicino l'amore che Dio ha per ciascuno di noi.

Proprio accompagnando i Padri e le suore, nelle visite alle famiglie e ai malati, ho sperimentato, quanto sia importante, portare loro, la buona notizia del Vangelo di Gesù, ascoltare e condividere le loro gioie e le loro preoccupazioni, entrare nel loro vissuto, regalare loro un sorriso, un abbraccio.
E, dalla loro risposta, ho percepito l'entusiasmo nell'accoglienza, il desiderio forte di ricevere questa visita per essere benedetti da Dio, l'attesa di una parola di consolazione e di speranza, la gioia nel ricevere i Sacramenti in cui la salvezza di Cristo si fa incontro a noi.

Dunque, il nostro cammino, la missione più coinvolgente, deve ripartire da questa Missione che abbiamo ricevuto, dobbiamo chiederci " cosa posso fare io di più per la mia comunità?".
Essere missionari, significa avere sempre le nostre mani piene di Cristo e piene dell'altro, mani che vengono congiunte in comunione e trasmissione d'amore. Noi, siamo il punto di comunione tra Cristo e l'altro in un impegno missionario che ci fa vivere da autentici cristiani.
Nella nostra vita, Gesù Risorto ci invita a percorrere una via, che è la via più dura, quella del Vangelo, per raggiungere una meta, l'amore di Dio Padre. Gesù si fa compagno di viaggio, cammina con noi e ci dona l'acqua della vita, e noi, ristorati continuiamo il nostro cammino.

Al termine di questa Missione, i Padri Monfortani, pregano affinchè lo Spirito Santo faccia acquisire a questa nostra comunità un vero volto missionario, e dopo aver offerto a Dio le nostre intenzioni di preghiera, le nostre preoccupazioni e le nostre gioie, ungono le nostre mani del "Profumo di Cristo".

La nostra comunità parrocchiale, ha sicuramente vissuto una esperienza di fede così intensa che non potrà mai dimenticare.
Ringrazio infinitamente, a nome della comunità, Padre Eugenio, Padre Giovanni, Suor Emanuela e Suor Maria delle Grazie.
Ringrazio anche l'Associazione Maria Regina dei Cuori e i Cuori Naviganti che hanno animato con la loro musica gli incontri con i giovani e le Celebrazioni.
Ci mancherete tanto!!! Tornate a trovarci presto!!!

Ringrazio ancora Don Salvatore e Suor Tarcisia per averci fatto conoscere il Santo di Monfort e aver creato l'occasione per questo profondo incontro.


Antonella

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